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Langhe DOC Nebbiolo Sorì San Lorenzo 2001
Gaja
Via Torino 36, 12050 Barbaresco (CN)
tel.
0173.635158
- fax
0173.635256
E-mail: gajad@tin.it
Bottiglie prodotte: 12.000
Prezzo medio in enoteca: circa 230-250 €
Gli appassionati di Gaja e del Piemonte sono perfettamente a conoscenza della decisione di Angelo di "declassare" i propri cru e rinunciare alla denominazione Barbaresco. Credo che mai una decisione di questo tipo sia stata più discussa, ma oramai non possiamo che prenderne atto e concentrarsi sul vino in bottiglia e non sulle scritte in etichetta. Nel campo che ci interessa la differenza sostanziale è in un'aggiunta minima (5%) di Barbera che difficilmente si percepisce al palato. Nasce comunque nell'omonimo vigneto di 3 ettari, posto a circa 260 metri s.l.m. con un'esposizione sud/sud-est. La densità è intorno alle 4.000 piante per ettaro, la forma di allevamento è il guyot e l'età media delle viti è di 35 anni. La grande attenzione al vigneto porta ad una produzione bassissima, che supera di poco il chilo per pianta. Le uve sono state vinificate in serbatoi inox, con la temperatura che non ha mai superato i 28°C. Dopo una ventina di giorni si è svinato ed il vino è andato in barriques dove ha svolto la malolattica ed è rimasto per 12 mesi. Altri 12 sono stati quelli passati in botte grande, dopo di che si è passati all'imbottigliamento ed al lungo periodo (24 mesi) di affinamento. La bottiglia ora è qui di fronte a me, giuntami (non lo nego!) come graditissimo omaggio natalizio. Ho avuto quasi paura a stapparla, pregando in varie lingue gli Dei del vino affinchè non sapesse di tappo. Le preghiere hanno avuto effetto ed ora sto versando il vino nel bicchiere. Il colore è rubino con lievissime sfumature granato. L'intensità e la brillantezza sono notevoli: sembra un vino di massimo due anni. Il naso è immediatamente avvolgente con note che prima portano verso le spezie, il caffè ed il tabacco e solo in un secondo momento verso la frutta rossa. In quest'ultima riconosciamo anche note di confettura, raramente percepite in altre annate di Sorì San Lorenzo. La potenza è notevole e tra le numerose sinfonie aromatiche cogliamo anche lievi note vegetali. Complessivamente non veniamo stregati dal mix, aspettandoci forse note più schiettamente portate verso gli aromi del Nebbiolo. In bocca la grande trama tannica si rende rotonda ed armonica per un palato di grande lunghezza e finezza. Potremmo definirlo quasi "opulento" se il giusto tannino non ci riportasse verso terra. Gioiosamente constatiamo la lunghezza e la bella, dolce, chiusura, accorgendosi solo alla fine che forse manca uno degli attori più conosciuti di questo vino: il nerbo. Sarà ancora giovane, ma non ritroviamo quella vena di austera pienezza che ci ha fatto impazzire in altre annate. . |
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Barbaresco DOCG Riserva 2000 Asili
Produttori del Barbaresco
Via Torino 52, 12050 Barbaresco (CN)
tel.
0173.635139
- fax
0173.635130
E-mail: produttori@produttoridelbarbaresco.com
Bottiglie prodotte: 13.000
Prezzo medio in enoteca. circa 24 €
La parte di vigneto in Asili dei Produttori è di circa 2 ettari e mezzo e si trova con esposizione sud ed in parte sud-ovest. L'altezza media è di circa 280 metri s.l.m. ed il terreno è composto da argilla e calcare, con venature sabbiose affioranti. La densità qui è intorno alle 3.000 piante e la resa (almeno per il 2000) si aggira sui 45 quintali per ettaro. Ho messo la frase tra parentesi perchè il 2000, al contrario del 2001 è stato un anno molto caldo, con difficoltà di maturazione fenolica; la selezione in pianta sia prima che durante la vendemmia è stata quindi fondamentale per avere in cantina solo uve perfette.
La vinificazione si è svolta in vasi inox ed è proseguita per oltre venti giorni con temperature massime intorno ai 30°C. I rimontaggi, nei primi giorni di fermentazione tumultuosa, avvenivano 2-3 volte al giorno. La malolattica si è svolta in botte grande, come del resto la fase di maturazione, protrattasi per 36 mesi. In questo periodo i travasi sono stati effettuati almeno 1-2 volte all'anno. Dopo l'imbottigliamento il vino è rimasto 8-10 mesi in affinamento prima di entrare in commercio.
Ora ho il vino nel bicchiere e, se Dio vuole, ha il giusto color rubino leggermente aranciato di un Nebbiolo di 5 anni. Il naso parte subito con profumi speziati e balsamici per arrivare, passando attraverso una bella ciliegia matura, a note floreali molto fini. La gamma è indubbiamente classica, netta e potente, richiamando in maniera inequivocabile aromi "molto nebbioleggianti", sempre presenti nei vini di questa cantina. Con un vino del genere ho la sensazione di sentirmi a casa e quindi vado fiducioso all'assaggio dove incontro un tannino di bella fattura che non ha la minima intenzione di cedere il passo. Me lo ritrovo in tutte le fasi della degustazione ma non è mai ingombrante o sopra le righe; è semplicemente la grana del Barbaresco che viene e resta a galla, accanto ad un'armonia dettata da acidità inferiori alla media ma sempre nella norma.
Chiude finalmente morbido, anche se austero sino all'ultimo. Senza dubbio un vino che piacerà a meno persone ma che conquisterà per sempre gli amanti del Barbaresco. Se poi, pur con i distinguo dovuti al nome, al blasone ed al marchio, ci mettiamo che costa un decimo dell'altro, la conquista avverrà anche sul campo del portafoglio. |