LA VIGNETTA DEL BUONGUSTAIO
ENOTIME WINE SHOW
NATURALITA' & QUALITA'
SPECIALE EST EUROPA
FUORICASELLO
OLEUM - IL MEGLIO DALLE OLIVE ITALIANE
WINE OUTSIDE
AUTOCTONO
BIOQUALIVINO
BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
AL DI LA' DELLA TAVOLA
SAPORI PERDUTI
SALE IN ZUCCA
ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE
FATTI & SFATTI
DOC
PIANETA UOMO
IL VIAGGIATOR... GOLOSO

BERE INFORMATI

Perchè bere informati
Il vino nella filosofia della Grecia Antica
Perché il vino fa bene
Tutte le cifre del vino italiano
Vino & salute
Corso di degustazione vino
Quale tappo per il vino

MANGIARE INFORMATI

Presentato il rapporto sugli italiani e l'alimentazione
Perché mangiare informati
Carni italiane pregiate
Olio extravergine di oliva DOP e IGP
Il pesce di mare e i suoi segreti
Formaggi italiani
Ortaggi, frutta e cereali
Mangiare biologico
I prodotti protetti
Formaggi spagnoli
Cibo e salute

FATTI & SFATTI / CIBO

Bresaola tipica IGP: consumatore gabbato

 


 

"Fatti & Misfatti" é una rubrica che accende i riflettori sugli argomenti più scottanti, attuali e curiosi del mondo dell'enogastronomia.
Una rubrica graffiante, a volte polemica, ma sempre propositiva, con lo scopo di costruire e non di demolire.
Uno spazio dove vengono trattati anche argomenti dei quali solitamente non si ha il coraggio di parlare.
Un pezzo scritto con uno stile che lo renderà facimente consultabile anche ai numerosi lettori non addetti ai lavori.
Buon divertimento!

Data di pubblicazione: 26/12/2000

 

Bresaola ad Indicazione Geografica Protetta: consumatore gabbato

PER ENTRARE IN ARGOMENTO....

La Comunità Europea ha istituito l'I.G.P.: Indicazione Geografica Tipica. Il consumatore, rifacendosi all'esatto significato delle parole, crede che il marchio tuteli un prodotto tipico prodotto in una regione determinata. Ma in realtà non c'é tutela, o quasi. Ecco il caso imbarazzante della Bresaola IGP della Valtellina.

Probabilmente in origine la bresaola era un salume fatto con carne di cervo: il nome infatti non sarebbe altro che l'unione di "bre" (da breont o brenda che in alcune lingue indoeuropee vorrebbe dire, appunto, cervo) e "sal" (sale). Secondo altri verrebbe dal termine "brasa", cioé dalla brace usata in passata per l'asciugatura dei salumi, da cui "brasaola".

In Valchiavenna, dove il prodotto avrebbe avuto origine, lo si chiama correttamente "brisaola", mentre in Valtellina e nel resto del mondo è conosciuto come bresaola.

La si produce con alcuni tagli di coscia di bovino: magatello, punta d'anca e sottofesa; le carni vengono dapprima salate, poi asciugate in locali caldi e umidi, ed infine stagionate. Un tempo questa fase avveniva nei caratteristici crotti scavati nella roccia.

Negli ultimi dieci anni ha avuto un grosso successo di vendite imponendosi come un alimento moderno, adatto agli sportivi come agli anziani per il suo basso contenuto in grassi e l'alto contenuto in proteine.

Dal 1998 la Bresaola della Valtellina ha ottenuto dalla Comunità Europea la I.G.P., l'Indicazione Geografica Protetta.

Il consumatore deve sapere che l'IGP è situata a un gradino inferiore rispetto alla D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta). Vediamo le differenze: la DOP è attribuita ad un prodotto la cui produzione, trasformazione ed elaborazione hanno luogo in un'area geografica ben delimitata, in base ad un'esperienza riconosciuta e secondo un determinato processo produttivo che viene descritto nel disciplinare di produzione. La prima denominazione invece viene riconosciuta a quei prodotti il cui legame con una specifica area geografica è rappresentato da almeno una delle fasi della sua preparazione. E sottolineamo "almeno una". Ovvero basta che un prodotto venga da materie prime di una specifica area, oppure che la trasformazione avvenga in una certa zona.

L'IGP della Bresaola della Valtellina di fatto prescrive che la produzione avvenga in tutto il territorio della provincia di Sondrio a partire da una materia prima selezionata in base a precisi criteri, lavorata con una certa metodologia e con un periodo minimo di stagionatura di quattro settimane. Il disciplinare non specifica nulla riguardo all'origine della materia prima, se non che la carne usata debba essere di bovino, e sottolineamo il bovino senza altra aggiunta, dell'età compresa tra i due e i quattro anni.

Nell'anno 2000 in tutta la Valtellina sono state prodotte circa 9.000 tonnellate di Bresaola IGP e "normale".

E' chiaro che per fare fronte ad una produzione così grande gli industriali valtellinesi non possono approvigionarsi di carne solo nella loro provincia. Un piccolo imprenditore della zona di Sondrio conferma che tutte le mucche allevate nel comprensorio non basterebbero nemmeno per la produzione di un paio di giorni. E così il grosso della carne necessaria per la Bresaola della Valtellina viene importato dall'estero: dal Sudamerica, dall'Argentina, dal Paraguay e soprattutto dal Brasile. Ed essendo trasportata via nave deve essere necessariamente congelata.

Perchè non è scritto in etichetta? Perchè con il recepimento delle norme dalla Comunità Europea non esiste più l'obbligo di indicare che la carne è congelata, infatti per la CE la carne fresca è quella che mantiene inalterate le sue caratteristiche chimico fisiche e organolettiche attraverso la catena del freddo.

Ma non finisce qui. Il disciplinare recita che si possono usare "carni bovine", senza ulteriore altra specifica. Perciò dal Sudamerica si importano carni di mucca vera e propria, cioè di animali appartenenti alla sottofamiglia "bos bovis", mentre dal Brasile arrivano anche grandi quantità di un altro bovino: lo zebù. Lo zebù, "bos inducus" è originario dell'India, si è spostato in Africa e successivamente si è diffuso in Brasile; si riconosce dalle grosse corna e da una massa adiposa posta sopra il collo. Non vogliamo assolutamente discutere sulla qualità della carne di questo bovino e ci fidiamo delle affermazioni di alcuni operatori che la ritengono di qualità superiore rispetto alla cara vecchia mucca anche per la produzione della bresaola.

Il problema è soprattutto merceologico e di chiarezza: lo zebù non è la stessa cosa di una vacca, e non ci sembra che sia l'animale utilizzato in passato per produrre la bresaola tradizionale. Così non ci sembra corretto, nei confronti del consumatore, che si possa utilizzare questa carne, per di più congelata, per fare un prodotto IGP.

Abbiamo chiesto spiegazioni ad alcuni industriali valtellinesi e abbiamo constatato con sgomento come alcuni di essi non siano a conoscenza della questione (o fingano di non esserlo), mentre altri candidamente considerino lo zebù come una razza di mucca, al pari della frisona, della bruno alpina o della chianina. Altri ancora sostengono che lo zebù sia un bovino come un altro e che quindi nulla cambi nella sostanza.

Se fosse realmentecosì nulla vieterebbe un futuro fatto di bresaola a base di carni di bovini come il bisonte, l'anoa, lo yak, il bufalo e il bocerco.........

Alla faccia dei consumatori, che evidentemente per gli industriali valtellinesi altro non sono se non una razza del popolo bue...................

Francesco Arrigoni

Vuoi suggerirrmi un argomento che ti piacerebbe venisse trattato? Scrivimi!

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: FATTI & SFATTI
VINO
  Quello scoglio dei carciofi...
L'etichetta del dottor Jekyll e di mister Hyde
Un biglietto d’auguri che fa riflettere
A dieta anche voi, care le mie bottiglie!
"Mais voilà, le Saint-Sagranton!"
“L'importante è non pagare!”
Taurasi: chi pecora si fa… lupo la mangia!
Il Chianti Classico dribbla la crisi
Quando l’etichetta è un campo di battaglia
Una sorpresa rosé nell'uovo di Pasqua
La nuova frontiera del vino è “tecno” o “nature”?
Vini da elettroshock
Ma figurati... un bianco con l'oca!
Candidati al lavandino
Guide... ma di che cosa?
E se lo chiamassimo Brunello di Montalcino Storico?
Vinelli da vacanza per uscire dai soliti schemi!
Novello, ma se non è bricconcello!
Zolletta? No, grazie...
Assaggia te che ammè mmi viene da ridere!
Un Solaia nel 2002: ma che coraggio!
“Liberté, egalité, merde!”
Grande Distribuzione di "bidoni"
Vatti a fidare dell'etichetta!
E se la bio-moda diventasse bio-strategia?
Il vino in prigione?
Benvenuto il vino antimafia!
Quo vadis... vino?
In vino veritas... ma per quanto tempo ancora?
Vino barricato... presto truciolato!
Aria di manette nel mondo del vino!
Erga omnes, vade retro!
Dobbiamo tornare alle damigiane ed ai bottiglioni?
Se non sa ancora di tappo, poco ci manca!
Vetrini colorati, specchietti, medaglie e fascette
Il portale oltrepopavese.it decide il silenzio stampa
Oltrepò Pavese: è già pronta la ghigliottina?
Trionfano i vini fasulli e va fuorilegge il Tocai?
Tempo di regali. Tempo di bollicine. Sì, ma quali?
Vino al miele, benvenuto! Ma guai agli azzeccagarbugli...
Che vendemmia, gente! Ma vaffanc... al ' 97!
Difesa dei vini tipici e coltivazione dei vitigni atipici!
Il vostro vino è troppo caro: parola di ministro!
Proprio un vino del cacch....ione!!
La cosa peggiore per le uve autoctone è diventare di moda!
Passione, terroir e storia: lezione francese spesso disattesa!
Radar antifumo e palloncino antialcol: ipocrisie nazionali
Vino al supermercato? Si grazie, ma con attenzione!
Guide ai vini: i giochi sono fatti
Il vino italiano é proprio tutto "al di sopra di ogni sospetto"?
Vinitaly: tutti ci vanno nessuno é contento!
Critico enogastronomico italiano: un lavoro di serie B
Vini e ristoranti... virtuali
Immaginate di essere...
Il legislatore é.... un pessimo degustatore
Vino sempre più buono? OK, ma a che prezzo!
La trasformazione di una professione: da enologo a P.R.
La buona conservazione del vino: un'arte (s)conosciuta
Per acquistare un grande vino non bisogna subire ricatti
Vigneti di montagna: patrimonio dell'umanità
La Schiava dell'Alto Adige: un'uva allo sbando
Grande distribuzione e vino di qualità: rapporto schizofrenico
Sassicaia: storia vera e retroscena sulla nascita di un mito
Quelli che il vino.... gli da alla testa
Oltrepò Pavese, dove la qualità é ancora un optional.....
La conversione del Chianti Classico: miracolo a Firenze
La vite transgenica: sfatiamo i pregiudizi
Fare il vino è come scrivere: troppa tecnologia non serve
I parametri organolettici dei vini DOC: solo inutili parole
Sorella acqua (in bottiglia), fratello vino (ancora sfuso)
Le rese per ettaro dei vini DOC: un parametro (in)certo
Ma di quale annata parliamo?
SassiGaja? No, Magari! Nuovi obiettivi di Angelo Gaja a Bolgheri
Il linguaggio del vino: essere semplici, ma senza banalizzare!
Cabernet e Merlot: anabolizzanti ampelografici?
RISTORAZIONE
  Patria del Diritto, ma anche del rovescio
“Cene galeotte”… al carcere di Volterra
Cucina: semplicità e creatività a duello o a braccetto?
Vissani ! chéttépòssino...
Giochi olimpici "invernali", anzi... "surgelati"!
Menu turistico... ma che sorprese!
Leccornie esotiche e originali, ma in scatola sarà tutto vero?
Creatività in cucina o semplice "merda" creativa?
I grandi ristoranti sono.... alla frutta!
Caro prezzo al ristorante: non facciamo solo semplice demagogia
La "mitica" cucina di Michel Bras: di grande solo il conto!
Mangiare con le mani al ristorante? Si ma con moderazione
Un albo dei migliori piatti per tutelare le creazioni dello chef
Bernard Loiseau suicida per un basso punteggio in guida? Mah...
Servizio e coperto nei ristoranti italiani? In America è peggio!
I bluff della ristorazione top: esempio milanese di Armani-Nobu
I retroscena tragicomici di un guida ai ristoranti...
Qualcuno ha perso il senso del ridicolo, ma anche del rispetto!
Mi scappa la pipì, ma non la posso fare qui!
Acque minerali: quante fonti e che conti! Speriamo negli sconti
Udite, udite.... le guide sono uscite!
Superchef italiani colonizzati dagli stranieri....
Grandi cuochi: prime donne
Indovina con chi vado a cena? Con la mia preziosa guida
Il cliente al ristorante non ha sempre ragione
Pranzo di nozze: non bado a spese...
Agriturismo: e sai come mangi (male)
Ristoratori ed enotecari imparino a conservare il vino
Quando l'avvinamento avvelena il conto
COSTUME
  Abruzzo: una terra devastata che presto sarà anche trivellata?
Quel buco di Schengen
È la disinformazione la sorpresa nell’uovo di Pasqua
Indovina chi (non) viene a cena?
Le fantomatiche pene del lunedì
Etichette più chiare? Macché! Anzi, dietro front...
Farfalle e mosche a Gennaio
Made in Italy..., cioè a Hong Kong
Fumo anch'io? No, tu no!
La raccolta dei funghi minacciata dai vandali
Napoli e il marchio alla sua pizza: festa guastata o rinviata?
Udite! Udite! Le guide sono uscite...
CIBO
  Cuoco non beve, carne non duole
Dalla padella alla brace, ma forse è meglio!
Influenza aviaria e influenza aviatoria
Pantalone incomincia a reagire?
Panettone milanese: un privilegio per pochi osteggiato da molti
Olio di oliva? Trattiamo meglio il motore della nostra auto!
Prospera il made in Italy taroccato, ma la colpa è spesso nostra
Taleggio, una valle un formaggio: pubblicità ingannevole
Bresaola tipica IGP: consumatore gabbato
ACCESSO ALLA SEZIONE
  Temi alla ribalta
LA VIGNETTA DEL BUONGUSTAIO | ENOTIME WINE SHOW | NATURALITA' & QUALITA' | SPECIALE EST EUROPA | FUORICASELLO | OLEUM - IL MEGLIO DALLE OLIVE ITALIANE | WINE OUTSIDE | AUTOCTONO | BIOQUALIVINO | BUONI & CATTIVI - LA SFIDA | AL DI LA' DELLA TAVOLA | SAPORI PERDUTI | SALE IN ZUCCA | ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE | FATTI & SFATTI | DOC | PIANETA UOMO | IL VIAGGIATOR... GOLOSO | BERE INFORMATI | MANGIARE INFORMATI

Se desideri ricevere in anteprima informazioni sui corsi che si svolgeranno nella Tua città compila l'apposito Modulo di Richiesta.

I PROSSIMI CORSI | ZOOM | FORUM | LA NOTIZIA DEL GIORNO | LA RICETTA DEL GIORNO | IL COCKTAIL DEL GIORNO
INFO | CORSI | SERVIZI PER AZIENDE | RISTORAZIONE | ENOLOGI | PARTNERS

info@enotime.it
 
Copyright 1997-2010 Enotime sas