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Caro
Fabrizio Penna, grazie dell'attenzione e dell'interesse che dimostri
verso il nostro settore.
E' tutto vero ma è vero soprattutto che la pizza da noi certificata
è decisamente buona, hainoi.
Non vorrei deluderti ma l'APES dal 1981, anno della sua fondazione,
parla di pizza, di tutte le pizze, tonde, quadrate, a cono, artigianali,
con il forno a legna, con i forni elettrici a tapis-roulant, pizze precotte,
basi per pizza, pizze surgelate; la vera pizza tradizionale ha un suo
disciplinare, peraltro difficile da attuare, ma è un disciplinare
volontario scelto volontariamente dalla pizzeria. Tutto questo,
purtroppo, è stato un'evolversi continuo della pizza, alla ricerca
di novità e proposte, così come decreta la commercializzazione
e il mercato moderno. Situazione certo non prevista all'inizio
della nostra attività nel 1981, ma è divenuta un processo
ormai innarrestabile.
Rincresce
stupirti, ma ti sarà altresì noto che nel 1996 collaborammo
con Findus alla realizzazione tecnica e produttiva della Pizza Regina,
oggi Cameo.
Ci occupiamo di pizza perchè è il prodotto che abbiamo
voluto riqualificare, accanto alla professione, da ventiquattro
anni a questa parte, e i risultati sono sin troppo evidenti, anche se
alcuni aspetti del settore non sono certo gratificanti e qualificanti:
le pizzerie si sono evolute nell'immagine, nelle proposte e nel
servizio ma non altrettanto nella qualità. Per fortuna l'industria
alimentare ha scoperto il settore e ci sta dando una mano, ma fra i
professionisti c'è ancora poca cultura e molta presunzione.
Sappi
che in Italia, soprattutto a Napoli, e solo venticinque anni fa, dunque
poco prima della fondazione di APES i pizzaioli erano i parenti
poveri nella nostra ristorazione italiana, trattati da sottostimati
anche dalle aziende, e questo mentre l'America si era già impadronita
della pizza. Detto questo l'azienda produttrice di pizze surgelate,
che vengono distribuite anche in Svezia, lavora al prodotto pizza da
trent'anni, da quando cioè ha scoperto questo piatto in... America
appunto e pizza americana ha prodotto sino a due anni fa quando ha incontratol'APES
e ha preso in considerazione un altro prodotto, diverso, meno
ricco e farcito, meno spugnoso e più digeribile: la pizza italiana.
Cuochi dell'azienda norvegese hanno fatto dei corsi professionali in
Italia con l'APES, hanno visitato aziende che producono pizza surgelata
in Italia e hanno pensato che valeva la pena far conoscere questo
prodotto nel loro Paese e nei Paesi Scandinavi. Siamo lieti di esserci
affiancati in questo progetto a un'azienda storica norvegese e di aver
contribuito alla qualità del prodotto realizzato, pur chiaramente
adattato, come tutte le cucine che travalicano i loro confini, ai gusti
del Paese ospite.
E'
un'operazione commerciale, il nostro lavoro è stato pagato, non
profumatamente certo e tutto nella massima trasparenza. Lanceremmo così
l'dea, e vorrei sapere cosa ne pensi, di una sfida con i prodotti italiani,
lo farei anche con le pizze dei nostri pizzaioli ma non vorrei esagerare.
Lieto dell'incontro, ringraziandoti ancora della tua preziosa attenzione,
saluto con viva cordialità e stima.
Antonio
Primiceri presidente APES
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