LA VIGNETTA DEL BUONGUSTAIO
ENOTIME WINE SHOW
NATURALITA' & QUALITA'
SPECIALE EST EUROPA
FUORICASELLO
OLEUM - IL MEGLIO DALLE OLIVE ITALIANE
WINE OUTSIDE
AUTOCTONO
BIOQUALIVINO
BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
AL DI LA' DELLA TAVOLA
SAPORI PERDUTI
SALE IN ZUCCA
ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE
FATTI & SFATTI
DOC
PIANETA UOMO
IL VIAGGIATOR... GOLOSO

BERE INFORMATI

Perchè bere informati
Il vino nella filosofia della Grecia Antica
Perché il vino fa bene
Tutte le cifre del vino italiano
Vino & salute
Corso di degustazione vino
Quale tappo per il vino

MANGIARE INFORMATI

Presentato il rapporto sugli italiani e l'alimentazione
Perché mangiare informati
Carni italiane pregiate
Olio extravergine di oliva DOP e IGP
Il pesce di mare e i suoi segreti
Formaggi italiani
Ortaggi, frutta e cereali
Mangiare biologico
I prodotti protetti
Formaggi spagnoli
Cibo e salute

SPECIALE EST EUROPA / VINO

La Dalmazia vinicola vista da Andrzej Daszkiewicz

 


 

La Dalmazia vinicola vista da Andrzej Daszkiewicz
Un interessante reportage del giornalista polacco

Dal nostro corrispondente
Mario Crosta

Ho ricevuto da Andrzej Daszkiewicz e vi traduco un suo interessante reportage dalla Dalmazia, appena pubblicato sulla rivista polacca Rynki Alkoholowe.

Il traduttore: Mario Crosta

La Dalmazia vinicola

Ogni anno centinaia di migliaia di turisti polacchi vanno a Sud, verso le rocciose spiagge della Dalmazia. Sul posto, con lo sguardo al mare, non sempre si rendono conto che alle spalle hanno una delle più antiche regioni vinicole d'Europa. Il vino è comparso in Dalmazia con gli antichi Greci, che già nel V secolo a.C. hanno piantato qui le proprie vigne. Gli antichi Romani dominarono queste terre a partire dal I secolo a.C. e consolidarono le tradizioni greche, che resistettero ai burrascosi eventi di questa regione. Soltanto l'epidemia di fillossera (un parassita della vite, proveniente dall'America, che verso la fine del XIX secolo ha devastato i vigneti europei) ha minacciato l'ulteriore esistenza dell'enologia dalmata. Migliaia di vignaioli furono costretti ad abbandonare le proprie vigne distrutte e deserte per andare a cercare il pane (e il vino) oltreoceano.
Per fortuna grazie agli sforzi di molta gente nella prima metà del XX secolo si è riusciti a ricostruire l'enologia dalmata, si è riusciti anche a salvare dall'oblio e dall'estinzione i vitigni locali. Purtroppo qualche decina di anni più tardi l'economia socialista, che aveva nella quantità e non nella qualità del vino il suo scopo principale, ha prodotto grandi danni, ha abbattuto la tradizione, interrompendo la continuità generazionale delle antiche casate vitivinicole. Poi la guerra agli inizi degli anni 90 ha spopolato per l'ennesima volta le campagne ed i vigneti. Per fortuna oggi, come in tutto il resto della Croazia, anche l'enologia dalmata si è rigenerata dalla rovina.

Pubblicato il 05/04/2005

I principali tipi di vino croati.
I vini croati si dividono in tre gruppi principali: semplice vino da tavola (stolno vino), vino di qualità (kvalitetno vino), vino di classe superiore, almeno in teoria (vrhunsko vino). Il kvalitetno vino è spesso venduto in bottiglie da 1 litro sigillate col tappo a vite. Questo non significa una peggiore qualità del vino. Le parole chiave sono: bijelo (bianco), crveno (rosso), sladko (dolce) e suho (secco). Kasna berba significa vendemmia tardiva, in genere ne deriva un vino meno secco, a volte perfino abboccato. Prosek è il tipo di vino più popolare in Croazia, da uve appassite, di gusto perlomeno abboccato, spesso dolce.

Contrariamente alla Croazia continentale, dove dominano i vini bianchi prodotti principalmente dagli stessi vitigni presenti negli altri Paesi europei come welschriesling (conosciuto negli stati dell'ex-Jugoslavia come grasevina), pinot bianco, riesling e sauvignon blanc, e diversamente dalla penisola dell'Istria, dove oltre alla locale malvazija dominano i vitigni bordolesi cabernet sauvignon e merlot, ma anche il refosco italiano (qui chiamato teran), la Dalmazia è una terra di vini derivati da vitigni locali, introvabili altrove salvo qualche eccezione. Tra i più importanti vitigni bianchi troviamo posip (forse imparentato con l'ungherese furmint), bogdanusa, grk, vugava e marastina (chiamata rukatac). Ma i vini bianchi costituiscono solo il 30% di tutta la produzione dalmata, perchè qui regnano i vini rossi, ottenuti principalmente da due vitigni: plavac mali e babic. Il plavac mali è il più famoso vitigno dalmata. Il vino rosso che se ne ottiene, soprattutto nelle isole di Brac, Hvar, Korcula e nella penisola di Peljesac, è tra i più interessanti vini croati. Per molti anni il plavac mali è stato considerato identico al famoso californiano zinfandel e le recenti analisi del DNA hanno dimostrato che lo zinfandel è veramente giunto in California dalla Croazia, tuttavia il suo progenitore non è il plavac mali, ma è consanguineo del crljenjak, un vitigno oggi un po' dimenticato.


La cucina dalmata è semplice, fondata su materie prime locali, basata sui frutti di mare e sulle grigliate di carne e di pesce. I vini locali costituiscono il perfetto complemento dei pasti del luogo e nonostante siano comunemente accessibili le birre slovene e croate è meglio rinunciare al boccale e impugnare i calici. Proprio il vino accompagnava le pietanze degli antichi Greci, che erano quasi identiche, e appunto il vino si abbina in perfetta armonia alla cucina dalmata.

Split e dintorni
Split (Spalato) è la più importante città della Dalmazia centrale, sorta a cavallo tra il III ed il IV secolo d.C. quando l'imperatore romano Diocleziano volle costruire la sua residenza estiva al posto della piccola borgata di Aspalathos. Il palazzo di Diocleziano, in gran parte ben conservato, comprende la maggior parte del centro storico ed è oggi una grande attrazione turistica. Circondato da imponenti mura, ristrutturato più volte, comprende fra l'altro la Cattedrale di Sv. Dujama, con un tesoro interessante e il campanile, sessanta metri d'elevazione, dall'alto del quale si gode una vista meravigliosa sulla città e sul circondario. A occidente di Split, in località Kastel Stari (vecchio castello), ha sede la Dalmacijavino, una grande ditta che produce una vasta gamma di vini delle diverse regioni della Dalmazia che sono degni di grande attenzione, a cominciare dai semplici e gustosi vini da tavola per finire con l'ambizioso "Faros Barrique" dell'isola di Hvar. Circa 20 km a occidente di Split si trova la cittadina di Trogir, la cui parte più antica ed eccezionalmente pittoresca sorge su una piccola isola nello stretto istmo tra la terraferma e l'isola di Ciovo, che è lunga una quindicina di km. Il labirinto delle viuzze si riempie ogni sera di una folla di turisti che cercano un posto per la cena. Davanti ai ristoranti più popolari si formano delle code, ma anche quelli meno assediati offrono una buona scelta di pietanze dalmate e italiane. Vale la pena di rischiare e provare a tavola il "vino della casa", spesso si può ottenere a buon prezzo una brocca di vino davvero ottimo e che accompagna perfettamente le pietanze. A Sud di Split si trovano le più interessanti regioni vinicole della Dalmazia, tra cui le isole di Hvar e Korcula e la penisola di Peljesac che descriverò separatamente. Qui ricordo l'isola di Brac con l'ottima ditta Vina Bakovic, la regione di Biokovo con i suoi vigneti sui fianchi del monte Sv. Jure (che con i suoi 1762 m. domina la famosa località marittima di Makarska) e anche Imotski, una località dell'entroterra. Tra i migliori produttori della regione Biokovo si devono nominare Vina Opacak a Makarska, Vina Grabovac a Prolozaca e Vina Matkovic a Grubine.

Hvar
L'isola di Hvar deve il suo nome agli antichi Greci, che vi costruirono un faro (in greco: pharos). Lunga più di 70 km e stretta circa 3 o 4 km nella sua parte orientale, è montuosa, con le riviere difficilmente accessibili, soprattutto nella parte meridionale. Attira i turisti soprattutto nella sua estremità occidentale, dove si trovano le cittadine di Jelsa, Vrboska, Stari Grad e Hvar. Ciascuna è diversa, tutte sono molto pittoresche, valgono una lunga passeggiata. A Hvar si arriva con diversi traghetti di linea, per esempio da Split a Stari Grad (il viaggio dura due ore e il percorso permette di evitare l'affollatissima litoranea) oppure da Drvenika a Sucuraja, all'estremità orientale (il viaggio dura mezz'ora e i traghetti partono ogni 2 o 3 ore). L'isola di Hvar è rinomata per la lavanda, il rosmarino e il miele che si possono comprare ad ogni passo (del resto il profumo della lavanda che cresce sui fianchi delle montagne si sente un po' dappertutto), ma soprattutto per il vino. Il bianco da uve bogdanusa dei vigneti intorno a Vrboski e l'ottimo plavac mali della costa meridionale sono tra i migliori vini della Dalmazia.


Le assolate vigne dell'isola di Hvar

Tra i migliori produttori dell'isola di Hvar si devono nominare Zlatan Plenkovic, la cui ditta Zlatan Otok si trova nella cittadina di Sv. Nedelja (difficile arrivarci, l'unica strada asfaltata passa per uno stretto e buio tunnel alto soltanto 2 metri e 20 cm) e la cooperativa PZ Svirce con l'ottimo vino Ivan Dolac (che non sono il nome e il cognome di qualcuno, ma il nome di un paese circondato dai suoi famosi vigneti).


La penisola di Peljesac vista da Korcula

La penisola di Peljesac e l'isola di Korcula
La penisola di Peljesac, a nord-ovest di Dubrovnik, è uno dei posti più belli della Dalmazia. Lunga più di 80 km ed abbastanza stretta, è molto montagnosa (la punta Sveti Ilija è la più alta con i suoi 961 m. e svetta in un punto dove l'isola è larga solo 5 km) ed è il posto preferito per le vacanze dai turisti di molti Paesi. I forti venti che soffiano lungo lo stretto che divide la penisola di Peljesac dall'isola di Korcula attirano una moltitudine di appassionati del windsurfing, i numerosi allevamenti di ostriche e di cozze nel golfo tra la penisola e la terraferma allettano gli appassionati di frutti di mare e i leggendari vigneti di Dingac e Postup forniscono le migliori uve di plavac mali della Dalmazia. Tanto Peljesac è famosa per il plavac mali, tanto l'isola di Korcula, a sud-ovest, è famosa principalmente per la produzione di vini bianchi, secchi e da dessert, dai vitigni grk, posip e rukatac (per esempio quelli della Vinarija Smokvica). Vale la pena di recarsi sull'isola non soltanto per il vino.

Il bel paese monumentale di Korcula, ottimamente conservato, si trova ad una quindicina di minuti di traghetto da Orebica, sulla penisola. Sono molto attraenti anche le spiaggette delle numerose calette nelle vicinanze del paese di Vela Luka, che si trova all'estremità occidentale dell'isola, raggiungibile anch'esso per traghetto da Split e Hvar.

Nella penisola di Peljesac, in località Trstenik, l'enologo californiano di origini dalmate Miljenko Grgic ha creato nel 1995 la sua cantina Grgic Vina. Miljenko Grgic, conosciuto anche come Mike Grgich, è nato in Croazia negli anni 30 del XX secolo. Nel 1954, dopo aver terminato gli studi enologici a Zagabria, è emigrato verso la California. E' diventato famoso in tutto il mondo nel 1976, quando durante una leggendaria degustazione parigina al buio il suo Chardonnay Napa Valley 1973 sconfisse i più famosi bianchi di Borgogna (nella stessa degustazione un Cabernet Sauvignon 1973 di Warren Winiarski superò inaspettatamente i migliori cabernet sauvignon di Bordeaux). Sebbene passi la maggior parte dell'anno in California trova il tempo per curare personalmente la produzione di due vini: il Posip di Korcula ed il Plavac Mali dei vigneti Dingac e Postup. Altri famosi e raccomandabili produttori di vino sulla penisola sono Vinarija Dingac e Vinarija Madirazza (entrambe con sede a Potomje), la cooperativa Postup Donja Banda e la Vinarija Bartulovic in località Prizdrina, che produce ottimi vini, sebbene forse non troppo tipici, sia da uve rosse di plavac mali che da uve bianche del vitigno rukatac.


Miljenko Grgic

Il futuro
Si dice che i Croati si bevano tutti i loro vini migliori, quindi non molti di questi raggiunge le tavole dei consumatori degli altri Paesi. Ma le meravigliose condizioni naturali e la ricchezza dei vitigni autoctoni prima o poi attireranno però gli appassionati di vino da tutto il mondo ed anche i capitali necessari allo sviluppo dell'enologia croata. Oggi ancora in disparte, tra non molto la Croazia forse diventerà un cavallo di razza dell'enologia europea. Attendo ciò con impazienza e per il momento mi scelgo ancora, per l'ennesima volta, proprio la Dalmazia per le mie ferie estive.

Andrzej Daszkiewicz

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: SPECIALE EST EUROPA
VITICOLTURA ESTREMA
  Polonia: nascerà un grande vigneto tra Laz e Zabor
Argento per la Cuvée Golesz 2007
Le Giornate Internazionali del Vino
Rapporto sul IV Convegno dei Vignaioli Polacchi
Restauri sulla Vistola
La Polonia farà il vino come tutti gli altri
Le vigne di Zielona Gora
Polonia: un Paese del vino
Le prime etichette polacche
Secondo Convegno dei vignaioli polacchi
Gli strali (e non solo) dell'Aurora
È nata la prima Associazione dei Vignaioli polacchi
Mariusz Kapczynski sul Rondo polacco
A Jaslo in Polonia le Giornate Internazionali del Vino
Winnica Jasiel di Elwira e Wiktor Szpak
Il progetto Podkarpackie Winnice in pieno sviluppo
Progetto di vigneti ai piedi dei Carpazi
Il futuro della vitivinicoltura nell’Europa del Nord-Est
La vite ecologica nel futuro della Polonia
Polonia presto nella UE: come saranno i loro vini DOC?
Fra due anni il primo vino dei Laghi Mazury
Roman Mysliwiec: il pioniere dei vini che vengon dal freddo!
Viticoltura estrema: il vigneto Golesz di Roman Mysliwiec
VINO
  Regole per l'importazione di vino in Polonia
Eger: presentazioni (6)
Eger: presentazioni (5)
Eger: presentazioni (4)
Eger: presentazioni (3)
Eger: presentazioni (2)
Eger: presentazioni (1)
Eged: la montagna incantata
Egri Bikaver: la rinascita
Boemia e Moravia: la giornalista del vino Helena Baker
Una recente degustazione di vini greci
Tra il Dniestr e il Prut
Moldova: un gigante dimenticato?
La Moldova e i suoi “vins de garage”
“Scrivetene prima che scompaiano del tutto!”
Aggiornamento sulla Moldova del vino
Ad Est, sì, l'abbiamo capito (e due)…
Ungheria: la Bormustra 2009 in Pannonhalma
Gusto e carattere
Gaumarjos, cioè “benvenuti” in Georgia
Mariusz Kapczynski sul vino bio
Ad Est, sì, l'abbiamo capito...
Il turismo del vino in Istria: tra Malvasia, Moscato e Terrano
La Boemia in pillole
Wojciech Bosak sui vini georgiani
Vino e cioccolata
I tannini: amici o nemici delle pietanze?
Chardonnay per ventenni
Enoblogger in Polonia
Dove va la Bulgaria del vino?
Fatevi un giro a Katarzyna Estate in Bulgaria
Un'interessante iniziativa di Centrum Wina e Neostrada
I nuovi vini della Repubblica di Macedonia
Il mio vino è verde
Un orso in letargo
Il gusto verde dei nuovi vini di Moravia
Mariusz Kapczynski sulla Moravia del vino
Cipro: sei millenni di civiltà del vino
Andiamo a berci un calice a Vienna
Sbarcato alla grande sulla Piazza Rossa il vino siciliano
Sapori sloveni
La Dalmazia del vino
Due amici enoturisti polacchi nelle Dolomiti
Wojciech Bonkowski sui vini del Peloponneso
Wojciech Bonkowski sulla rinascita dei vini greci
Wojciech Bonkowski sui vini della Macedonia greca
Wojciech Bonkowski sui vini delle isole greche
20 vini di Grecia presentati da Wojciech Bonkowski
La Vinakoper di Capodistria in Slovenia
Lattine di prosecco e cartoni di ripasso
Le sottoregioni vitivinicole della Moravia
Le stelle del confine italo-sloveno
Il Klub Konesera dell’enoteca Burgundia di Katowice
Mariusz Kapczynski intervista l’ing. Pavel Durisin
Mariusz Kapczynski sulla Slovacchia del vino
Swiat Alkoholi sui vini dalmati e istriani
Slovenia continentale: un articolo di Marek Galaj
Wojciech Bonkowski sui vini del nostro Meridione
I vulcanici vini della piccola Somló
Gli ottimi vini di Villany-Siklos
Le migliori cantine dell’Ucraina
Altri trafiletti di Magazyn Wino sulla Georgia
Reportage di Wojciech Bonkowski dalla Georgia
I vini italiani ospiti d'eccezione a Vilnius in Lituania
L'antico ed il moderno nei vini della Georgia
Interessante degustazione di vini della Georgia
Il Salone del Vino nel castello di Valtice
Un reportage di Wiktor Bruszewski sui vini di Sicilia
Il vino è la stella nascente del mercato russo
Un'altra meta enoturistica della Slovacchia
L’opinione di Marek Jarosz sugli attuali vini di Toscana
L'altra Bulgaria: i vini senza “appeal” per gli stranieri
Brontolando con un calice di Chianti in mano
L'Ungheria è la meta preferita dagli enoturisti dell'Est
Un veloce ma interessante week-end a Bucarest
Un paese di Bacco tutto da scoprire
Agnieszka Zak sulla Moldova dei vignaioli / Parte seconda
Agnieszka Zak sulla Moldova dei vignaioli / Parte prima
La Dalmazia vinicola vista da Andrzej Daszkiewicz
Dilemmi dell’enologia contemporanea / Parte Seconda
Dilemmi dell’enologia contemporanea / Parte Prima
Corrispondenza con un nostro lettore della Croazia
Dopo Tokaj ed Eger, ecco l'altra Ungheria
Editoriale di Magda Dobrowolska su Rynki Alkoholowe
L'altra faccia di Tokaj
Reportage di Wiktor Bruszewski dalla Slovenia
Ungheria: due vini rossi 2002 di Lajos Gal
Wojciech Bonkowski sul Teroldego Rotaliano
The best of Marek & Wojtek
Al MiWine con Lajos Gal e Piotr Pietrzyk
La selezione Grands Vins d'Alfons Mucha
Naturalmente Italiano in Russia e Polonia
Jacek Kunicki sugli altri vini d'Armenia
Jacek Kunicki sui vini rossi d'Armenia
Wojciech Bosak presenta i nuovi rossi d'Austria
Franco Mario Algieri, esportatore di vini italiani nell'Est
Ivan Dolac, il barolo dell’Isola di Lésina (Hvar) in Croazia
Pubblicata la prima guida polacca ai vini d’Europa
Chirsa: un vino "toscano” prodotto... nel Caucaso
Falsificazione dei vini ad Est: un fenomeno in crescita
Il Montenegro: l’altra sponda vinicola dell’Adriatico
I coraggiosi vini della repubblica dell’Armenia
Jancis Robinson in Bulgaria per degustare i nuovi vini
Il futuro come tradizione: grosse novità nei grandi cru di Tokaj
La splendida e veloce rinascita dei vini di Eger in un biennio
Una splendida degustazione dei vini di Eger e di Tokaj
In Italia con la TV polacca per un programma sui vini
Il Barolo di Giuseppe Rinaldi visto da Wojciech Bonkowski
Cosa cercano gli appassionati dell’Est nel vino italiano?
La Bassa Slesia: una regione che sta reimpiantando i vigneti
Alleanza Romania-Germania per la produzione di vini di qualità
De gustibus... Ma l’autoironia è consentita, anzi salutare!
Le vocazioni vinicole della Slovacchia
Kagor, il dolcissimo vino rosso re di Moldavia
Ungheria: i sognatori Istvan Szepsy e Lajos Gal
Tokaj: racconto di viaggio di due giornalisti dell'est
La Slovacchia del vino si affaccia timidamente sul Danubio
Carnevale ad Est: ma senza vino che carnevale è?
La Moldavia risorge, ma il vino falso è ancora troppo!
Bulgaria: vini nati per la cucina vegetariana
Nuova brezza da Est
Vini della Yugoslavia: una realtà tutta da ricostruire
Vini della Bulgaria: in poco tempo dei passi da gigante
Gite enoturistiche nella Moravia meridionale
Croazia: i vini dei migliori produttori
Croazia: le vigne orientali del "Leone di San Marco"
Il mercato del vino in Polonia cresce sempre di più
Per alcuni vini di Slovenia vale la pena passare il confine
Slovenia: i vini della "piccola Svizzera" dell'Est
Dalla Crimea Massandra, un po' cantina un po' enoteca
I migliori vini della Romania: dei giganti un po' addormentati
La sorprendente qualità di alcuni vini della Romania
Il vino della Romania: al bivio tra qualità e sofisticazione
La Polonia è un pericolo per il vino europeo!
Vino in Brik e in Bag-in-Box: due contenitori di moda in Polonia
Enoturismo in Italia secondo Swiat Win: interesse dall'est
Collegium Vini: un riferimento per entrare nel mercato polacco
Moldavia: vino di tradizione con persone alla disperazione
Molti i vini della Santa Madre Russia
Centrum Wina: un riferimento per i grandi vini del mondo
I vini della Crimea
Raid polacco nelle osterie tipiche di Soave
I vini della Macedonia: una tradizione da recuperare
Vins de Garage: ovvero i vini che... non ci sono!
Cocktail con il vino: un'abitudine radicata
Il vino di miele: ecco come si fa
Il vino di miele: una tradizione da salvare
In Polonia le antiche locande diffidano del vino. E a ragione!
Retroetichette: non perdiamoci in chiacchere!
Voglia di Europa. Ma non troppo!
Ungheria: i vini rossi di Eger
Tokaji: i retroscena del mitico vino ungherese
Montagne russe: i vini del Caucaso crescono...
Clima freddo.... vino caldo!
Moravia: una terra da vino che attende investimenti
Giacomo Corà: un milanese del vino trapiantato a Varsavia
Vino d'uva? No di ciliegie....
Il mondo nel bicchiere (ovvero: quel che bolle in... bottiglia!)
Polonia, dove il vino di qualità é un bene di lusso
Reportage dalla Polonia, un Paese che ha voglia di vino
RISTORAZIONE
  Boemia: non soltanto canederli...
Un brindisi che non finisce mai
IX Concorso Arte Culinaria Italiana a Varsavia
Torna la Fiorentina e ben ci azzecca
VIII Concorso Arte Culinaria Italiana a Varsavia
Il sommelier Michal Jancik e il piacere di degustare
Il risotto alla polacca di Kurt Scheller
Al Festival “Smak i Styl” con Giancarlo Russo
Concorso Arte Culinaria Italiana 2007 a Varsavia
Abbinamenti del vino con le ricette dell’estremo oriente
Arte Culinaria Italiana a Varsavia
5º Concorso "Arte Culinaria Italiana" a Varsavia
Successi a Varsavia per ristorazione e catering italiani
Ristorante Balgera: un angolo d'Italia a Varsavia
Cucine slave e vino italiano: un matrimonio possibile!
La rinascita della cucina tipica dopo l'oscurantismo sovietico
INTERVISTE
  Magazyn Wino finalmente attivo sul Web
La vigna sperimentale dell’università di Cracovia
“… e quanto mi piace il semolino al latte, dolce e col cacao!”
Robert Maklowicz: un globetrotter della cucina
Wojciech Napora intervista Miha Femec
"Quella Polonia delle contrade..."
Rynki Alkoholowe intervista Piotr Lorens e Robert Sowa
Mariusz Kapczynski intervista Gyorgy Lorincz
Intervista a Sergiey Kharitonov
Intervista a Piotr Kamecki e Grzegorz Jach
Dariusz Klimczak intervista Piotr Kamecki
Krzysztof Kilijanek intervista Karol Majewski
Mariusz Kapczynski intervista Michal Jancik
Mariusz Kapczynski intervista David Gamtsemlidze
Intervista a Magdalena Winiarska
Intervista a Giancarlo Russo, cuoco e ristoratore a Varsavia
Intervista della rivista polacca Swiat Win a Tibor Gal
Intervista a Magda Dobrowolska
Intervista all'importatore Andrzej Remesz
Intervista a Bozena Jurecka dell'ICE di Varsavia
La barrique vista dal Professor Fedor Malik
Conversazione con Fedor Malik, autorità del vino in Slovacchia
EVENTI
  Lettera aperta al maestro di cucina e chef Giulio Carlo Ferrero
Le cucine dei paesi dell’Est al Salone del Vino
COSTUME
  Italiani al lavoro nell'Est europeo
Come i Carbonari...
Funghi per tutti e brindisi col vino: anche 4 gustose ricette
Il Kulig: musica, baldoria e... tanto vino
Le Piwnice: il cuore pulsante della Cracovia underground
Vino, donne e.... salute
LA VIGNETTA DEL BUONGUSTAIO | ENOTIME WINE SHOW | NATURALITA' & QUALITA' | SPECIALE EST EUROPA | FUORICASELLO | OLEUM - IL MEGLIO DALLE OLIVE ITALIANE | WINE OUTSIDE | AUTOCTONO | BIOQUALIVINO | BUONI & CATTIVI - LA SFIDA | AL DI LA' DELLA TAVOLA | SAPORI PERDUTI | SALE IN ZUCCA | ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE | FATTI & SFATTI | DOC | PIANETA UOMO | IL VIAGGIATOR... GOLOSO | BERE INFORMATI | MANGIARE INFORMATI

Se desideri ricevere in anteprima informazioni sui corsi che si svolgeranno nella Tua città compila l'apposito Modulo di Richiesta.

I PROSSIMI CORSI | ZOOM | FORUM | LA NOTIZIA DEL GIORNO | LA RICETTA DEL GIORNO | IL COCKTAIL DEL GIORNO
INFO | CORSI | SERVIZI PER AZIENDE | RISTORAZIONE | ENOLOGI | PARTNERS

info@enotime.it
 
Copyright 1997-2010 Enotime sas