Contrariamente alla Croazia continentale, dove dominano i vini bianchi prodotti principalmente dagli stessi vitigni presenti negli altri Paesi europei come welschriesling (conosciuto negli stati dell'ex-Jugoslavia come grasevina), pinot bianco, riesling e sauvignon blanc, e diversamente dalla penisola dell'Istria, dove oltre alla locale malvazija dominano i vitigni bordolesi cabernet sauvignon e merlot, ma anche il refosco italiano (qui chiamato teran), la Dalmazia è una terra di vini derivati da vitigni locali, introvabili altrove salvo qualche eccezione. Tra i più importanti vitigni bianchi troviamo posip (forse imparentato con l'ungherese furmint), bogdanusa, grk, vugava e marastina (chiamata rukatac). Ma i vini bianchi costituiscono solo il 30% di tutta la produzione dalmata, perchè qui regnano i vini rossi, ottenuti principalmente da due vitigni: plavac mali e babic. Il plavac mali è il più famoso vitigno dalmata. Il vino rosso che se ne ottiene, soprattutto nelle isole di Brac, Hvar, Korcula e nella penisola di Peljesac, è tra i più interessanti vini croati. Per molti anni il plavac mali è stato considerato identico al famoso californiano zinfandel e le recenti analisi del DNA hanno dimostrato che lo zinfandel è veramente giunto in California dalla Croazia, tuttavia il suo progenitore non è il plavac mali, ma è consanguineo del crljenjak, un vitigno oggi un po' dimenticato.
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