Barbera d'Alba DOC
Il vitigno Barbera venne introdotto in Langa nel 1685
dal conte Cotti di Neive.
Attualmente la zona di produzione del Barbera d'Alba
comprende le colline delle Langhe e del Roero, mentre
l'indicazione geografica deriva dalla città di
Alba. Il vino viene fatto con Barbera al 100% ed ha
una gradazione alcolica minima di 12°.
Il Barbera d'Alba può essere etichettato "superiore"
quando ha una gradazione alcolica minima di 12,5°
ed è stato invecchiato nel legno per almeno un
anno. Quando la quantità è ridotta e le
uve vengono raccolte nel momento migliore della maturazione,
il Barbera delle colline albesi produce vini densamente
colorati e robusti, con deliziosi e affascinanti aromi
di prugna e vaniglia.
Barbera d'Asti DOC
La zona del Barbera d'Asti è incentrata sulle
colline intorno alla città di Asti, nelle province
di Asti e di Alessandria.
I vini Barbera che si fregiano della doc "Asti"
tendono ad essere vini sontuosi e pieni e si fanno armonici
dopo un certo periodo di invecchiamento. Il Barbera
d'Asti viene fatto con almeno l'85% di Barbera con l'opzione
di aggiungere un 15% di Freisa, di Grignolino e Dolcetto,
siano essi da soli oppure in combinazione.
Il vino, prima di essere commercializzato, deve essere
invecchiato almeno fino al 1° Marzo successivo alla
vendemmia. La sua gradazione alcolica minima è
di 12°. I Barbera d'Asti etichettati "superiore"
devono avere una gradazione alcolica minima di 12,5°
ed essere stati invecchiati per almeno un anno, di cui
sei mesi nel legno. Di recente nella zona sono state
riconosciute tre sottozone particolari: il Barbera d'Asti
superiore "Colli Astiani" o "Astiano",
il Barbera d'Asti Superiore "Nizza" e il Barbera
d'Asti Superiore "Tinella". I produttori di
queste sottozone hanno deciso di costruirsi delle vere
proprie nicchie tutelate da un disciplinare di produzione
molto rigoroso con lo scopo di produrre vini di grande
struttura e di offrire un livello di qualità
decisamente elevato.
Barbera del Monferrato DOC
La zona del Barbera del Monferrato doc si trova nelle
province di Asti e di Alessandria. Le percentuali della
sua composizione sono le stesse già indicate
per la produzione del Barbera d'Asti. Fino a pochi anni
fa lo stile del Barbera del Monferrato era quello di
un vino mosso, giovane e brillante; in realtà
oggi c'è una controtendenza e le migliori aziende
lo interpretano come vino solenne e ben strutturato.
In base al disciplinare la sua gradazione alcolica minima
è di 11,5°. Con un anno di invecchiamento
e con una gradazione minima di 12,5°, il vino può
essere etichettato "superiore".
Colli Tortonesi Barbera DOC
La zona dei Colli Tortonesi, in provincia di Alessandria,
confina con l'Oltrepo Pavese. Qui il Barbera viene fatto
con un minimo dell'85% del vitigno omonimo. La gradazione
alcolica minima è di 11,5°. Quando raggiunge
i 12,5° ed ha almeno un anno d'invecchiamento (di
cui sei mesi nel legno), può essere etichettato
come "superiore".
I Barbera di questa zona, quando seguono una buona elaborazione,
hanno una struttura complessa e una ricchezza cremosa
che ben si esplica sul palato.
Gabiano DOC e Rubino di Cantavenna
DOC
Il Gabiano e il Rubino di Cantavenna doc si ottengono
con una percentuale di Barbera variabile dal 70 al 95%
e per la parte rimanente con Freisa e Grignolino, coltivati
sulle colline dei comuni di Gabiano e Moncestino in
provincia di Alessandria. Quando i vini sono stati invecchiati
per almeno due anni e hanno una gradazione alcolica
minima di 12,5° possono essere etichettati "superiore".
Altre DOC piemontesi a base
Barbera
Il Piemonte ha tutelato quasi tutta la sua produzione
vitivinicola applicando un sistema piramidale di doc.
Per quanto riguarda il nostro vitigno avremo come doc
di base il Piemonte Barbera, quindi le altre doc che
fanno riferimento a territori specifici, dove il nome
del vitigno segue quello dell'area geografica di riferimento:
Collina di Torino Barbera (l'intera provincia di Torino),
Colline Novaresi Barbera (provincia di Novara), Canavese
Barbera (comuni nelle province di Torino, Biella, Vercelli),
Pinerolese Barbera (comuni nelle province di Torino
e Cuneo).
La prima vera selezione operata a livello di vigneto
sul Barbera, quella che ne ha determinato la rivoluzione,
spetta al Bricco dell'Uccellone elaborato da Giacomo
Bologna, fondatore dei poderi Braida, situati in Rocchetta
Tanaro in provincia di Asti.
Giacomo Bologna è stato una delle personalità
più dinamiche, incisive ed affascinanti sulla
scena del vino italiano ed è suo il merito di
avere reinventato il modo di vinificare il Barbera per
portarlo sulla ribalta internazionale.
Dice Michele Chiarlo: "Bisogna ricordare che, in
realtà, ci sono almeno due tipologie di Barbera,
il tradizionale e il cru, e c'è una grande differenza
tra questi due protagonisti. Il primo tende ad essere
un vino di vasta produzione che dovrebbe essere bevuto
entro cinque o sei anni; poi ci sono dei SuperBarbera
che vengono coltivati in siti che sono particolarmente
adatti a questa varietà e dove la resa viene
ridotta e il numero dei grappoli viene tenuto basso.
Queste uve vengono generalmente raccolte 10/20 giorni
dopo la regolare vendemmia. Da queste uve si ottengono
vini che possono essere successivamente invecchiati
in piccole botti e presentano decisamente una più
lunga capacità di conservazione in cantina: da
10 a 12 anni. Per fare un vino così, non bastano
la tecnologia e il terroir: il produttore deve avere
la giusta mentalità e la volontà di fare
un SuperBarbera".