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Le emozioni - parte prima
Sale in zucca consigli e riflessioni per "condire" la mente con un po' di saggezza
Questa rubrica settimanale curata dal Dr. Mario Rizzi ha lo scopo di aprire una finestra sui segreti della mente. Si propone inoltre di offrire diverse chiavi di lettura sui nostri comportamenti, di farci riflettere e, possibilmente, migliorare. Potremmo anche scoprire che per dare più sapore alla nostra vita basta davvero poco: solo un po' più di sale.... in zucca!!
LE EMOZIONI prima parte (2)
Nell'uomo l'apparato per la sopravvivenza è molto complesso e, oltre alle sensazione corporee, permette anche di percepire quelle psichiche (gioia, tristezza, ecc.), comunemente definite "emozioni". La parola "emozione" deriva dal latino "ex-movere" che significa "creare movimento"; in effetti le emozioni creano un vero e proprio movimento di energia all'interno dell'organismo. Quelle negative (rabbia, paura, ecc.), possono procurare una complessa fenomenologia di reazioni organiche, che vanno dal brivido al tremito, dalle perturbazioni vasomotorie alla paralisi delle gambe. Le emozioni possono nascere a causa di pensieri, ricordi o immaginazioni. Generalmente una emozione insorge in modo del tutto irrazionale, involontario e improvviso. Per questo, e per il turbamento che talvolta provoca in tutta la sfera psichica, è stata definita dal Devaux e Logre una specie di "shock psichico", più o meno acuto.
Ogni emozione spiacevole rappresenta una minaccia per la sopravvivenza e pertanto crea le condizioni organiche più adatte per la lotta o la fuga. Per questo motivo provoca la secrezione di adrenalina dalle capsule surrenali e la stimolazione del sistema nervoso autonomo, con conseguente influenza sul cuore, sull'apparato respiratorio e su altre funzioni viscerali. Ogni emozione rappresenta un fenomeno a sé stante, benché possa venire influenzata da reazioni mentali ed organiche. Si possono avere emozioni di gioia, di collera, di paura, di angoscia, di sorpresa, d'inquietudine e così via. Esse sono sul piano psichico quello che i colori sono sul piano della luce. Esiste un'infinita gamma di emozioni di cui è assai complesso precisare le variazioni e farne una classificazione. Possiamo comunque tentare di catalogarle in due grandi famiglie:
piacevoli: gioia, allegria, entusiasmo, euforia, felicità, letizia, ecc. spiacevoli: paura, sorpresa, agitazione, ansia, angoscia, inquietudine, collera, tristezza, ecc.
Le emozioni piacevoli danno un senso di vigore ed euforia, quelle spiacevoli tendono a deprimere ed abbassano anche il livello della vita organica, portando sensazioni di stanchezza ed abbattimento. La caratteristica principale delle emozioni è quella di essere poco durevoli perché rappresentano un movimento della sostanza emotiva (corpo astrale, n.d.r.). Sono anche completamente irrazionali e scompaiono senza lasciare traccia nella memoria razionale tanto che è quasi impossibile ripeterle a volontà. "Esse, comunque, quando sono spiacevoli ed intense, vengono registrate nella memoria subconscia (emisfero destro del cervello), da cui possono affiorare mediante un'opportuno trattamento terapeutico" (n.d.r.).
Non tutti vivono le emozioni nello stesso modo (3) Una data emozione non è identica per tutti, esiste infatti una costituzione emotiva individuale, determinabile dall'intensità in cui si prova l'emozione e dalla durata della medesima. Lo stesso stimolo può lasciare indifferenti alcuni e mandare in angoscia altri. Appare comunque certo che la mente esercita un grande peso sull'emotività di una persona, in quanto l'emozione ed il pensiero non possono essere scissi in modo netto e preciso. A volte una un'emozione può costituire lo stimolo iniziale per determinate possibilità inventive o fornire l'energia per il raggiungimento di uno scopo. Altre volte, invece, può paralizzare l'attività di una persona sia a livello fisico che mentale.
Le emozioni ci condizionano (4) Se chiedessimo a molte persone, di ogni ceto sociale, di dirci se usano la mente per risolvere le loro vicende quotidiane, avremmo senza dubbio una risposta positiva. Ma, invece, sono davvero in pochi coloro che sono capaci di tirare delle conclusioni senza essere coinvolti dalle emozioni. Infatti in questi casi sono i sentimenti e i desideri che, il più delle volte inconsciamente, fanno arrivare ad una data conclusione piuttosto che ad un'altra. Noi approviamo, ad esempio, l'operato dei nostri simili che ci piacciono di più. Nelle persone e nelle cose troviamo quello che coscientemente o incoscientemente "sentiamo" di vedere. Se qualcuno o qualcosa non ci riesce simpatico, siamo capaci di trovare mille difetti, se al contrario ci riesce simpatico troviamo qualità ammirevoli là dove vi sono invece appariscenti imperfezioni... La massa dell'umanità, attualmente, usa ben poco la discriminazione proveniente da un ragionamento puramente mentale privo di coinvolgimenti emotivi.
Riferimenti bibliografici 2) Elaborato da: Angela Maria La Sala Batà, Guida alla conoscenza di sé, pag. 26, Edizioni Nuova Era, Roma. R. Laquaniti, Autoconoscenza, pagg. 2829, Edizioni Vidya, Roma. 3) R. Laquaniti, Autoconoscenza, pagg. 3032, Edizioni Vidya, Roma. 4) Ibid, pagg. 2627
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