LA VIGNETTA DEL BUONGUSTAIO
ENOTIME WINE SHOW
NATURALITA' & QUALITA'
SPECIALE EST EUROPA
FUORICASELLO
OLEUM - IL MEGLIO DALLE OLIVE ITALIANE
WINE OUTSIDE
AUTOCTONO
BIOQUALIVINO
BUONI & CATTIVI - LA SFIDA
AL DI LA' DELLA TAVOLA
SAPORI PERDUTI
SALE IN ZUCCA
ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE
FATTI & SFATTI
DOC
PIANETA UOMO
IL VIAGGIATOR... GOLOSO

BERE INFORMATI

Perchè bere informati
Il vino nella filosofia della Grecia Antica
Perché il vino fa bene
Tutte le cifre del vino italiano
Vino & salute
Corso di degustazione vino
Quale tappo per il vino

MANGIARE INFORMATI

Presentato il rapporto sugli italiani e l'alimentazione
Perché mangiare informati
Carni italiane pregiate
Olio extravergine di oliva DOP e IGP
Il pesce di mare e i suoi segreti
Formaggi italiani
Ortaggi, frutta e cereali
Mangiare biologico
I prodotti protetti
Formaggi spagnoli
Cibo e salute

SAPORI PERDUTI / SALUMI

La Mortandela della Val di Non

 


 

Durante gli ultimi anni molte specialità tipicamente artigianali hanno lasciato spazio a produzioni industriali.
Queste ultime derivano sovente da processi tecnologici esasperati, che poco concedono ai sapori originali della materia prima.
La produzione artigianale invece si muove su un altro piano: la difesa del gusto originale.
Naturalmente i prodotti alimentari artigianali non sempre sono costanti (la qualità del latte per un formaggio cambia con il variare delle stagioni e il sapore delle carni per un salume dipende dall'alimentazione del capo di bestiame utilizzato), ma sicuramente sono sempre ricchi di caratteri distintivi.
L'unico modo per non farli scomparire é chiederli, ma prima bisogna conoscerli e assaggiarli per memorizzarne i caratteri. In questa pagina toverai descritta ogni settimana una specialità gastronomica artigianale, un Sapore Perduto selezionato per non farlo dimenticare.

Pubblicato: 20 Aprile 2004
Rubrica di
Carlo Macchi

LA MORTANDELA DELLA VAL DI NON

Ti consiglio quella di:
Massimo Corrà di Coredo (TN)

 
 

Si abbina con:

Trentino DOC Nosiola

Era chiaro che le divinità mi erano avverse. In 35 anni di onorata percorrenza della strada che da Mezzocorona porta in Val di Non e da lì verso le belle piste da sci di Pejo, Folgarida, Madonna di Campiglio etc.etc. non avevo mai trovato una nevicata del genere. Il problema era che non stavo andando a sciare. La mia destinazione, coperta da una spessa coltre bianca, era Coredo, piccolo ed innevatissimo borgo della Val di Non. Il mio obiettivo non era sportivo ma gastronomico e speravo che fosse anche di molto bono (come si dice dalle mie parti) per farmi rischiare la pellaccia, arrampicandomi senza catene su una strada di montagna completamente innevata. Per fortuna resto antipatico solo alle divinità atmosferiche e non a quelle gastronomiche. Infatti il mio obiettivo, la Mortandela della Val di Non, valeva veramente la pena.

Cominciamo subito col chiarire che la Mortandela non ha assolutamente niente a che vedere con la Mortadella, sia come forma che come ingredienti. Il nostro argomento di oggi è infatti una mezza polpetta che sta nel palmo della mano e che dovrebbe essere portata in palmo di mano tanto è buona. Ma prima di scendere nei particolari alcuni brevi cenni storici. La Mortandela viene prodotta praticamente da sempre in Val di Non, utilizzando alcune parti di quel maiale che l'anno precedente, nel periodo di Ognissanti era stato acquistato e messo all'ingrasso con gli scarti della cucina di famiglia, crusca ed altre prelibatezze. Il maiale era cresciuto bene ed era quindi il momento, proprio un anno dopo, di fare spazio al prossimo inquilino della porcilaia. Alcune parti della lavorazione andavano per produrre la Mortandela. In particolare, sia parti nobili, come il sottogola, o meno blasonate come il fegato e la lingua.

Oggi è prodotta praticamente solo con parti di pregio, anche se una ottima componente grassa è fondamentale per il risultato. Altra cosa importante per il risultato è la macinatura delle carni, che deve essere molto grossolana e permettere al magro di mescolarsi bene al grasso. A questo impasto vengono aggiunti sale e spezie, secondo antiche ricette che difficilmente ti vengono confidate (anche se hai fatto quaranta chilometri sotto la neve). Il tutto è ulteriormente impastato a mano e poi se ne prende un quantitativo sufficiente per formare una palla (poco più piccola di quella da tennis) che viene arrotolata nella rete di maiale e poi messa ad asciugare su un'asse di legno. L'asciugatura va quasi subito integrata con l'affumicatura che conferisce al nostro piccolo salume un gusto inconfondibile.

Durante questa fase le mortandele devono essere mosse alcune volte, per evitare che la rete di maiale si attacchi all'asse. La nostra mortandela rimane così in affumicatura per diverse ore e poi viene messa a stagionare per un breve periodo. Si parla infatti di una settimana ma è meglio aspettare almeno un mese per avere il massimo.Il massimo è un salume dalla pasta piuttosto consistente ma per niente dura, elegantemente affumicato e giustamente speziato. In bocca ha un gusto pieno, appena piccante, che necessita di un buon pezzo di pane come base neutra per esaltarlo. Anch'io mi sono esaltato prima vedendo un mare di mortandele in affumicatura e poi passando all'azione (mare magnum.....dicevano gli antichi) e scofanandomene tre o quatttro al giusto punto di stagionatura. Probabilmente le mortandele hanno rotto l'incantesimo, perchè sono ripartito felice sotto un sole primaverile, bello tondo come una mortandela.


Le mortandele pronte da scofanare...

Viste le componenti grasse della mortandela e considerando anche la finezza generale del prodotto vi consiglio di abbinarci una fresca Nosiola trentina che riuscirà ad esaltare le caratteristiche del salume.

L'INDIRIZZO

La Mortandela è anche presidio Slow Food. Voi la potrete però acquistare presso la macelleria di Massimo Corrà (da lui stesso soprannominato il Massimo Goloso), Piazza dei Cigni 6, Coredo (TN). Tel. 0463536129. Mail: macelleriacorra@tin.it

Vuoi suggerirmi un prodotto da inserire in questa rubrica? Vuoi inviarmi articoli e recensioni su Sapori Perduti della Tua zona? Scrivimi!

Carlo Macchi

ARCHIVIO ARTICOLI SEZIONE: SAPORI PERDUTI
SALUMI
  Il Maiale Nero di Calabria
La salsiccia rossa di Castelpoto
Il Ciau/Ciav/Ciabuscolo reale
Il Cinto Senese
La lucanica trentina
La Mortadella classica di Bologna
Il prosciutto di Pietraroja
La Mortadella di Prato
La Tarese
Buristo e compagni
Lo Speck Alto Adige IGP e lo Speck di mezzena
La Mortandela della Val di Non
Il Lardo di Moncalieri
La testa in cassetta di Gavi
Il prosciutto "Mammuth" del Pollino
La soprassata toscana
Gnumerred e Salciccia di Altamura
Il prosciutto crudo piemontese
Salama da sugo ferrarese
Ciauscolo di Pieve Torina
Salam d'la Duja
Carne salada trentina
Salame veneto naturale numerato
Le coppiette di Bassiano
Prosciutto crudo di Sauris
Kaiserfleisch o prosciutto del Kaiser
Violino di capra della valchiavenna
Guanciale cotto affumicato
Salame cotto d'oca di Palmanova
Culatello di Zibello
Filetto baciato di Ponzone Monferrato
Finocchiona senese artigianale
Galantina piemontese
Gigot d'agnello alle erbe
Lardo di Arnad
Lardo di Colonnata
Pitìna di Andreis
Prosciutto crudo di Saint Marcel
Prosciutto crudo di Norcia e della Valnerina
Salame d'oca di tradizione ebraica
Ventricina di Montenero di Bisaccia
SALSE - CONSERVE
  Il Tonno di corsa di Carloforte
Bottarga di cefalo di Orbetello
Aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia
Musciame di tonno di tonnara
La bottarga sarda di muggine
Il vero pesto genovese
Fegato grasso d'oca affumicato
Torcione difegato grasso d'oca
PRODOTTI BIOLOGICI
  Il sale delle saline di Trapani
Il paradiso biologico della Val di Gresta
PIATTI TIPICI
  I Pici
Il Lampredotto
PESCE
  Le moleche
La Palamita
PASTE - FARINE - LEGUMI
  Il cece della Merella
L'albero del pane, alias il castagno della Garfagnana
La fava lunga delle Cascine
Il mais ottofile di Tortona
La cicerchia
Lenticchie di Ustica
Crescentine o tigelle di Zocca
Tiella di Gaeta
Fagiolo zolfino del Pratomagno
Fagiolo di Lamon
Farina di neccio della Garfagnana
Lenticchie di Cstelluccio
Testaroli della lunigiana
PANI E PIZZE
  Il pane di patate della Garfagnana
Lo Schuttelbrot
La vera pizza napoletana
Il pane di Montegemoli
FUNGHI E TARTUFI
  Il tartufo bianco
Il fungo cardoncello
FRUTTA - VERDURE
  L'aglio di Vessalico
Il pomodoro San Marzano
La pera madernassa
Il cappero di Salina
La fragola profumata di Tortona
La Patata Rossa di Cetica
L'aglio rosso di Nubia
Il fico secco di Carmignano
L'oliva tenera ascolana
La cipolla di Cannara
La patata novella Sieglinde di Galatina
La fagiolina del Trasimeno
La cipolla di Certaldo
Agrumi antichi del Gargano
FORMAGGI
  Il Fatulì della Val Saviore
La Mascherpa de muunt
Il canestrato di Castel del Monte
Il Graukäse
Il Vello d'oro
Il Puzzone di Moena
Il Pecorino di Farindola
Il Ragusano
Il Casieddu di Moliterno
Il Trentingrana
Il pecorino toscano a latte crudo
Il Monte Veronese
Il Montebore
Pecorini rari e "veri" da Abruzzo e Marche
Il Casizolu del Montiferru
Tuma di pecora dell'alta langa
Grana di pecora sardo
Provola delle Madonie
Ricotta siciliana di pecora e capra
Caprino all'aglianico del Vulture
Maiorchino
Pecorino di Pienza fresco, abbucciato e nero
Scimudin della Valtellina
Vastedda palermitana
Pecorino siciliano
Bagoss o Grana Bresciano
Bitto della Valgerola
Burrata nelle foglie di vizzo
Caciocavalo da razza podolica
Caciocchiato campano podolico
Caprino maltese della lucania
Fiore sardo di Gavoi a latte crudo
Formaggio di fossa di Sogliano al Rubicone
Formai de Mut
Gorgonzola naturale della valsesia
Caprino di grotta dei monti berici a crosta fiorita
Murianengo o Moncenisio
Pannerone del lodigiano
Provolone del monaco della penisola sorrentina
Caciocavallo ragusano da razza modicana
Silter della valcamonica
Formaggio ubriaco del Piave
Vastedda della Valle del Belice
DOLCI
  Gli amaretti di Mombaruzzo
Il chinotto di Savona
La sfogliatella
Lo Sfratto di Pitigliano
Copulettas e Sospiri di Ozieri
Il cannolo (ovviamente siciliano)
Dolci siciliani per Natale
I brigidini di Lamporecchio
Il gianduiotto "estruso"
Il Babà originale
La Duchessa di Canale d'Alba
Il lonzino di fico
Dolci tentazioni: Pan de'Santi, Anello di Monaco e Caggionetti
Gubana artigianale
Panettone milanese artigianale
Mandorlato con ricamo di Cologna Veneta
Mostaccioli tradizionali
Panforte senese nero e bianco
Peccatucci palermitani di Mamma Andrea
Salame dolce di cioccolato e nocciole
Sciuscelle di Gaeta
CONDIMENTI
  Lo zafferano di Città della Pieve
CARNI
  L'agnello di Zeri
Cinta senese: il maiale "incoronato"!
LA VIGNETTA DEL BUONGUSTAIO | ENOTIME WINE SHOW | NATURALITA' & QUALITA' | SPECIALE EST EUROPA | FUORICASELLO | OLEUM - IL MEGLIO DALLE OLIVE ITALIANE | WINE OUTSIDE | AUTOCTONO | BIOQUALIVINO | BUONI & CATTIVI - LA SFIDA | AL DI LA' DELLA TAVOLA | SAPORI PERDUTI | SALE IN ZUCCA | ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE | FATTI & SFATTI | DOC | PIANETA UOMO | IL VIAGGIATOR... GOLOSO | BERE INFORMATI | MANGIARE INFORMATI

Se desideri ricevere in anteprima informazioni sui corsi che si svolgeranno nella Tua città compila l'apposito Modulo di Richiesta.

I PROSSIMI CORSI | ZOOM | FORUM | LA NOTIZIA DEL GIORNO | LA RICETTA DEL GIORNO | IL COCKTAIL DEL GIORNO
INFO | CORSI | SERVIZI PER AZIENDE | RISTORAZIONE | ENOLOGI | PARTNERS

info@enotime.it
 
Copyright 1997-2010 Enotime sas