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IN EUROPA NEGLI ULTIMI 4 ANNI ESTIRPATI IL 4,5% DEI VIGNETI: INSENSATO ORA LIBERALIZZARE GLI IMPIANTI

Maxi espianto nei vigneti europei, attuato per buona parte con fondi pubblici dell’UE

Con l’approvazione nel 2008 della riforma dell’OCM vitivinicola la Comunità Europea ha istituito un regime di estirpazione, che ha dato la possibilità per 3 anni consecutivi (2009-2011) ai produttori di eliminare i propri vigneti in cambio di un risarcimento in denaro.  Le domande sono state finanziate sulla base di una graduatoria nazionale che prevedeva10 punti ai viticoltori che estirpavano tutta la superficie vitata, 3 punti ai viticoltori con età superiore a 60 anni e 2 punti ai viticoltori con età compresa tra 55 e 60 anni. Nel caso di società si faceva riferimento all’età del rappresentante legale e a parità di punteggio venivae favorito il richiedente più anziano.
 
L’importo del finanziamento si calcolava in base ad un complicato conteggio che prevede l’analisi della resa storica, che viene stabilita sulla base della resa media aziendale risultante dalle dichiarazioni di raccolta uva e produzione vino degli ultimi 5 anni, con esclusione di quelli con la resa più elevata e la resa più bassa. Ad esempio, per una resa di vino a ettaro compresa tra i 50 e i 90 ettolitri è previsto un risarcimento di 7.560 euro per ettaro, mentre per una resa superiore ai 160 ettolitri per ettaro sale a 14.760 euro per ettaro. Le domande effettuate ed accolte nel 2011 sono state 51.950, di queste 23.400 per vigneti con rese di oltre 130 ettolitri di vino ad ettaro (corrispondenti ad oltre 185 quintali di uva/ha).
 
Una bella cifretta, che ha premiato i vigneti più produttivi di pianura e che ha portato ad estirpare in tre anni in Italia oltre 31.000 ettari di vigneto con i soldi dei contribuenti europei, circa 300 milioni di euro. In tutta Europa si calcola che l’estirpazione permessa dall’Ocm abbia interessato 160.550 ettari, pari al 4% dell’estensione a vigneto con un contributo che ha sfiorato il miliardo di euro. Il 90% di questi estirpi (pari a 144.700 ettari) si è verificato nei  tre i maggiori paesi produttori viticoli, la Francia, l’Italia e specialmente la Spagna che ha estirpato ben 93.600 ettari (58% del totale Ue). Ma gli espianti di vigneto non hanno interessano solo l’Europa, visto che l’Oiv stima in ben 240 000 gli ettari di vigneto estirpati in tutto il mondo dal 2008.
 
Dopo tale drastica riduzione, lautamente finanziata dai contribuenti europei, non ha quindi alcun senso che la UE voglia dal 2015 liberalizzare gli impianti dei vigneti permettendo di ripiantare quello che fino a ieri aveva contribuito a spiantare. Inoltre una liberalizzazione degli impianti vanificherebbe i delicati equilibri tra domanda ed offerta di uva di qualità e rischierebbe da una parte di far crollare il reddito dei viticoltori e dall'altra di immettere sul mercato un mare di vino di scarsa qualità a basso prezzo. “Se verrà liberalizzata la possibilità di fare nuovi impianti di vigne c’è il rischio serio che si destabilizzi completamente il mercato del vino" ha osservato il ministro per le politiche agricole e alimentari Mario Catania. Dopo una lunga battaglia politica sostenuta da tutti i paesi vitivinicoli entro novembre è atteso il primo responso di un gruppo di lavoro ad alto livello che relazionerà alla Commissione europea. Solo allora si scoprierà se i burocrati europei sapranno fare retromarcia su una decisione presa in precedenza con troppa leggerezza e scarsa vigilanza da parte dei paesi viticoli, Italia e Francia in testa.

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